Moneglia è citata in un atto di donazione dellanno 1033 in cui il marchese Adalberto donava al monastero di N.S. di Castiglione di Parma la "decima" (imposta di 1/10) sulle proprietà che deteneva " in loci...Monelia"
Nel 641 Rotari, re dei Longobardi, saccheggiò e distrusse i borghi della riviera di levante tra cui Moneglia.
Sul principio del secolo XI sembra che la frazione di Lemeglio inferiore sia stata distrutta da un'orda di saraceni, dice la leggenda comandati dal feroce Mugiahid, che si annidavano nella conquistata Luni sulle rive del Magra, e che, oltre ad uccidere quasi tutti gli abitanti della borgata, rapirono non meno di 22 donne e fanciulle.
Quando Genova e il suo territorio passarono dalla dominazione longobarda a quella franca furono creati i conti (che avevano giurisdizione su gruppi di città o villaggi con tutte le loro dipendenze ) ed i marchesi (che avevano giurisdizione su aggregati di contee di confine). Il Marchese Oberto dEste era il capo della marca ligure. Nel 1027 Arrigo IV re di Germania e dItalia confermò i diritti dei fratelli Ugo e Fosco, figli di Azzo, marchese dEste sui beni posseduti in Liguria tra cui Moneglia.
Nel 1299 Moneglia e numerosi altri paesi contigui giurarono fedeltà ad AzzoVIII dEste, duca di Modena.
Dopo che Moneglia entrò a far parte dei dominii della repubblica di Genova, nel 1173 fu decretata la costruzione della fortezza di Monleone collocata su un poggio a difesa della parte occidentale del paese. Essa fu innalzata in brevissimo tempo dal console Ingone di Flessa e gia nel 1174 fu assediata dalle soldataglie del conte Obizzo Malaspina che, istigato dai pisani, secolari nemici dei genovesi, calò sul paese insieme alle forze dei conti da Passano e di Lavagna alla testa di 3000 fanti e di 150 cavalieri.
La guarnigione del castello resistette lungamente dando il tempo alla repubblica di inviare un esercito di soccorso che riuscì a sloggiare il nemico il quale perse anche il castello dei conti da Passano sulle cui rovine, situate nella frazione di Crova, sembra sia stata edificata una villa conosciuta con il nome "La Passana."
Nel 1284 i genovesi sconfissero i pisani nella battaglia navale della Meloria, infliggendo loro perdite di più di 12.000 uomini tra morti e prigionieri e pare che parecchi monegliesi abbiano partecipato alla battaglia imbarcati su galee armate dalla comunità di Moneglia o dalla repubblica.
Tra i combattenti monegliesi si distinsero Ascasera e Trancheo Stanco tanto che Genova in segno di riconoscenza, donò a Moneglia alcuni anelli della catena che serviva a chiudere le bocche del Porto Pisano; questi, fin dal 1290, furono murati sulla parete esterna della chiesa di Santa Croce, sovrastati da un rilievo di due cavalieri che calpestano un drago e dalla seguente iscrizione:
"IN NOMINE DOMINI AMEN MCCLXXXX OC CADENA TULERUNT DE PORTU PISA NOV UM OC OOPUS FECIT FIERI DOMINO TRANCHEUS STANCO DE MUNELIA"
Traduzione: "NEL NOME DEL SIGNORE COSI SIA.ANNO 1290. QUESTA CATENA FU PORTATA VIA DAL PORTO DI PISA. LA LAPIDE FU POSTA DAL SIGNOR TRANCHEO STANCO DI MONEGLIA.
Anche a Genova presero campo i partiti dei guelfi che parteggiavano per il papa e dei ghibellini che parteggiavano per limperatore e nella riviera di levante i guelfi ebbero la prevalenza.
In aiuto dei ghibellini intervenne Castruccio Castracani signore di Lucca (1281 - 1328) che si impossessò della zona compresa tra il Magra e Sestri Levante e quindi anche di Moneglia fino a che con lelezione a Genova del primo doge Simone Boccanegra nel 1339, tutti i castelli e paesi della riviera di levante furono restituiti alla repubblica.
Nel 1396 Carlo VI, re di Francia, si impossessò di Genova che governò avvalendosi dellaiuto di nuove famiglie nobili come gli Assereto provenienti da Recco e Rapallo.
Nel 1397 La potente famiglia dei Bertolotti di Levanto alleatasi con i Malaspina e con i ghibellini della zona attaccò il castello di Monleone che cadde nelle mani degli assalitori i quali trucidarono il castellano e diciotto dei suoi uomini.
Moneglia fu saccheggiata ed incendiata e furono distrutte tutte le case dei guelfi nonostante la riscossa degli abitanti incitati da una coraggiosa popolana, della quale non ci è giunto il nome, che costrinsero gli assalitori a rinchiudersi nel castello appena conquistato.
Nel 1423 il notaio Biagio Assereto divenne cancelliere del governo genovese ed in questepoca sposò la ricca Pometta di Teramo di Moneglia consolidando così la sua già florida condizione economica.
Nel 1425 Moneglia, mentre Genova sottostava ai Visconti duchi di Milano, fu conquistata dalla flotta di Tommaso di Campofregoso ex doge ed ora signore di Sarzana ed in conseguenza di questi eventi bellici fratricidi che terminarono solo nel 1433, fu distrutto il campanile della pieve di Moneglia. I più accaniti nel volerlo abbattuto furono i frazionisti di S.Saturnino, Tessi, Cerro e Monte per beghe, è il caso di dire, campanilistiche.
Nel 1435 i genovesi riuscirono ad ottenere la libertà cacciando i Visconti. Nel 1464 Francesco Sforza duca di Milano conquistò Genova.
Nel 1477 Moneglia fu saccheggiata da truppe dello Sforza guidate dal genovese Giuliano Magnerri in occasione di disordini che in quel periodo travagliavano la repubblica di Genova, in quanto i monegliesi avevano parteggiato per i conti di Lavagna ed essi furono anche costretti a sborsare una taglia di 2.000 scudi!
Al tempo della dominazione genovese il paese era governato da un podestà, rappresentante della repubblica di Genova ed appartenente allordine dei nobili che vi esercitava la giustizia civile e penale con la riserva che, se i reati commessi avessero dovuto essere sanzionati da pena corporale, la giurisdizione sarebbe passata al capitolo di Levanto mentre le pene capitali dovevano essere confermate dal tribunale di Genova.
Dalla podesteria di Moneglia dipendevano le ville e castelli di Lemeglio, Deiva, Mezzema Agnora, Littorno, Scaro, Stozio, Comeglio, Camposoprano Camposottano, San Saturnino Tessi, Borghetto Bracco, Casale, Vallecalda, San Lorenzo e Crova.
Sin dai tempi più antichi esisteva a Genova una classe nobiliare costituita dai discendenti dei cittadini più illustri per potere e censo e nobili erano i patrizi cioè coloro i quali erano così chiamati in quanto padri della patria avendo responsabilità di governo; poteva accadere che famiglie non nobili, ma ricche e che avessero illustrato la Patria con lesercizio di una professione o che ne meritassero la riconoscenza per aver compiuto qualche fatto egregio al suo servizio, vi fossero ascritte.
Poteva anche succedere che, in momenti demergenza, potesse essere fatto patrizio chi aiutava la Patria con considerevoli somme di denaro.
Le famiglie chiamate a far parte del patriziato non erano tutte di Genova, ma provenivano anche dalle altre località dello stato e ciò è provato dal nome gentilizio che ricalca sovente il nome della località dorigine, come è il caso dei Monelia trasferitisi a Genova nel 1526 quando ne ottennero il patriziato.
Tratti da www.moneglia.com/ita/storia.asp