Queste tribł frugali e fiere che, a causa della povertą della regione stretta tra i monti e il mare, conducevano una vita seminomade, non avevano cittą, ma vivevano in casolari costruiti con pietre a secco in luoghi isolati e facilmente difendibili con poche fortificazioni campali, preferibilmente sulla sommitą di alture (castellari).
Negli anni che vanno dal 237 al 180 a.C. essi furono ripetutamente sconfitti dai Romani che faticarono non poco ad assoggettarli a causa della loro bellicositą e per la carenza di vie di comunicazione per cui, terminata la conquista, essi decisero di aprire una strada tra Roma e le Gallie che fu chiamata via Aurelia, alcune vestigia della quale esistono ancora nella frazione monegliese del Bracco. Ai tempi di Cesare Augusto (14 d.C.) Moneglia faceva parte amministrativamente della IX regio ed era menzionata nella carta dello stato maggiore dellimpero (Musei vaticani).
Lemeglio, frazione di Moneglia, č citata nella" tabula alimentaria", rinvenuta nel 1747 nel piacentino con la quale limperatore Traiano, morto nel 117 d.C., legava a beneficio degli orfani di Velleia diversi fondi, paesi e borgate tra cui Lemmelius (dove cč il miglio).
Pił tardi Moneglia (Ad Monilia), intesa non come insediamento urbano, ma come bivio per il pagus Monilia e quale stazione militare, č ricordata, al tempo di Teodosio 1° il grande (346 - 395 d.C.) nella carta stradale comunemente detta Tabula Peutingeriana conservata presso la biblioteca nazionale di Vienna.
La tabula si puņ considerare una mappa stradale dellimpero romano, rappresenta il mondo allora conosciuto e prende il nome dallantiquario di Augsburg K. Peutinger (1465 - 1547).
Tratti da www.moneglia.com/ita/storia.asp